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La Francia passa a Linux!

Dire che la Francia passa a Linux e dividere le fazioni in favorevoli e contrari è facile. Evocare disastri come Monaco, progetto vecchio di oltre 20 anni, serve ancora meno.

La verità è che sia Francia che Germania stanno portando a compimento un percorso iniziato un decennio fa per smarcarsi dalla dipendenza tecnologica americana e hanno messo le spese a bilancio della difesa nazionale e NON del risparmio dei singoli ministeri: questo è il nodo più importante da analizzare.

Andimoci piano quindi con lo strillone di Linux al posto di Windows. E andiamoci ancora più piano con il parlare di risparmi, perché tolte le sparate politiche NON è mai stato nei piani del governo francese. Nel progetto si parla di spostare i costi dalle licenze allo sviluppo e manutenzione di soluzioni funzionali europee.

Tux in versione francesce secondo Gemini
TUX francese secondo Gemini

Perché nel 2026

Perché banalmente la più grande criticità che ha portato al fallimento della transizione di Monaco non esiste praticamente più. È stata l’evoluzione stessa della tecnologia e il nostro modo di usarla a rimuoverle.

Inoltre, imparando dal passato, il progetto di transizione e di studio è durato molto più a lungo e ha previsto diverse fasi di analisi del reale utilizzo dei software da parte dei dipendenti pubblici francesi.

Pensiamo a come usavamo un computer a lavoro venti anni fa: si accendeva, si faceva login, si aprivano i programmi e si lavorava. Oggi quel modo di lavorare è cambiato: si accende il pc o il mac, si fa login, si apre un browser o si apre un programma che è in realtà un applicativo web mascherato.

Questo è quello che è emerso: oltre 80.000 postazioni servono unicamente come interfaccia grafica per usare un browser. Senza parlare di come accediamo a quelle informazioni quando non siamo alla scrivania: smartphone, tablet, smart TV, AI assistant etc. che non hanno di sicuro Windows come sistema operativo, ma iOS o Android. E non usiamo certo tutti Office: tra Apple, Google, NextCloud, Canva siamo molto più abituati a usare software diversi e online.

Sicurezza nazionale

Cosa c’entra con tutto questo la sicurezza nazionale? USA, Canada, Australia, Inghilterra e Nuova Zelanza fanno intelligence insieme in un gruppo denominato Five Eyes (cinque occhi). Sotto questa egida dall’inizio degli anni ‘70 hanno spiato le comunicazioni del resto del pianeta, oltre che per la sicurezza, per vantaggi politici e industriali.

La Francia è stata colpita più volte. Famosi gli scandali di spionaggio di stato verso Alcatel e Airbus. Il rapporto del 2001 della Comunità Europea ha confermato l’esistenza del programma “REPORT on the existence of a global system for the interception of private and commercial communications (ECHELON interception system) (2001/2098(INI))
[https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-5-2001-0264_EN.html]

Al paragrafo P si legge: “whereas the US intelligence services do not merely investigate general economic facts but also intercept detailed communications between firms, particularly where contracts are being awarded, and they justify this on the grounds of combating attempted bribery; whereas detailed interception poses the risk that information may be used for the purpose of competitive intelligence-gathering rather than combating corruption, even though the US and the United Kingdom state that they do not do so; whereas, however, the role of the Advocacy Center of the US Department of Commerce is still not totally clear and talks arranged with the Center with a view to clarifying the matter were cancelled[…]”

I programmi di sorveglianza, benchè le diverse amministrazioni USA abbiano firmato diversi trattati sia con la comunità europea che con la Francia, non hanno interrotto del tutto le loro operazioni sui cittadini e sulle aziende francesi.

Da un report interno del progetto PRISM, emerso dopo le rivelazioni di Edward Snowden, si legge: “The documents identified several technology companies as participants in the PRISM program, including Microsoft in 2007, Yahoo! in 2008, Google in 2009, Facebook in 2009, Paltalk in 2009, YouTube in 2010, AOL in 2011, Skype in 2011 and Apple in 2012. The speaker’s notes in the briefing document reviewed by The Washington Post indicated that “98 percent of PRISM production is based on Yahoo, Google, and Microsoft”.
[https://eu.usatoday.com/story/news/2013/06/06/nsa-surveillance-internet-companies/2398345/]

Il governo americano dentro i datacenter europei
Il governo americano dentro i datacenter europei

Cloud Act

Nel 2018 entra in vigore il Cloud Act USA con il quale il governo americano ha il pieno diritto di accedere a qualunque informazione si trovi in possesso di un’azienda americana, ovunque questi dati si trovino fisicalemente nel mondo.

L’idea è semplice, se l’azienda che gestisce il dato, o che lo sposta, o che lo processa, è americana, il governo americano ha il diritto di accedervi.

In aggiunta, ogni azienda straniera che opera sul territorio americano deve fare lo stesso. L’azienda francese OVH ha dovuto aprire i proprio datacenter in USA al controllo.

Il 18 giugno 2025 arriva un’altra doccia fredda. Al senato francese, durante un’audizione per gli appalti pubblici e al loro ruolo nella sovranità digitale europea, Anton Carniaux, direttore degli affari pubblici e legali di Microsoft Francia, insieme a Pierre Lagarde, a specifica domanda se i datacenter europei fossero totalmente al sicuro hanno risposto «non posso garantirlo.» [https://www.theregister.com/2025/07/25/microsoft_admits_it_cannot_guarantee/]
[https://www.tomshw.it/business/microsoft-non-puo-garantire-la-sovranita-dei-dati-2025-07-27]

Sovranità digitale

Il nodo non è Windows o Linux, ma al sicuro. La Francia ha costruito la piattaforma VISIO integrando i prodotti sostitutivi di Teams, Office e Outlook (Exchange). I primi 80.000 utenti li stanno già usando da inizio anno, 40.000 di loro erano già stati selezionati, monitorati e coinvolti in due anni di sviluppo e test.
I numeri di questa prima transizione sono tuttavia una fetta minuscola comparata con la pattuglia di 2.5 milioni di dispostivi usati dai funzionari pubblici francesi,
[https://www.euronews.com/next/2026/01/27/france-to-ditch-us-platforms-microsoft-teams-zoom-for-sovereign-platform-amid-security-con]

La nuova piattaforma è stata pensata per non far sentire la mancanza delle ultime tecnologie. L’integrazione di Intelligenza Artificiale per trascrizione, sommario e action point è sviluppata da PyAnnote (azienda francese leader mondiale nel diarization) e Kyutai (collettivo francese specializzato in modelli linguistici).

VISIO è ospitato da OUTSCALE, cloud nazionale francese certificato come sicuro secondo lo standard SecNumCloud 3.2 dal 2023.
[https://www.3ds.com/fr/newsroom/press-releases/outscale-first-cloud-qualified-secnumcloud-32]

Il resto d’Europa

Belgio, Austria e Danimarca si sono dichiarate interessate ad analizzare e cooperare al progetto VISIO.

La Germania, che da anni porta avanti investimenti mirati per la propria indipendenza digitale, guida un gruppo di aziende nel creare applicativi per le sole aziende tedesche.

Le iniziazitive aziendali stanno iniziando a farsi notare. A marzo 2025 è nato EuroStack e il progetto SECA [https://www.secapi.cloud], guidato da Aruba, IONOS and Dynamo per creare un unico ambiente di sviluppo per i cloud europei.
[https://www.digitalsme.eu/a-first-layer-of-the-eurostack-launched-by-european-cloud-providers/]

Il 27 marzo 2026 è nato Euro-Office. Aziende del calibro di IONOS, Nextcloud, EuroStack, XWiki, OpenProject e Proton hanno unito le forze per creare (o uniformare, nel caso di NextCloud [https://nextcloud.com/it/]) una piattaforma online in grado di competere con Microsoft 365 e Google Workspace partendo non da LibreOffice ma da OnlyOffice, soluzione lituana meno nota ma che garantisce una compatibilità con i formati Office molto maggiore.
[https://nextcloud.com/it/blog/press_releases/industry-initiative-launches-euro-office-as-true-sovereign-office-suite/]

Il codice sorgente del fork lo trovate su GitHub. [https://github.com/Euro-Office]


Il futuro

Tra il tentativo di Monaco e l’annuncio francese ci sono differenze abissali. Non parliamo più di risparmio e quindi di budget, ma di sicurezza nazionale dove gli investimenti e le risorse non mancano di certo.

Il progetto francese avrà successo se la volontà politica resterà salda. Sicurezza senza nessuna ideologia, si usa ciò che serve. Il documento di sintensi infatti cita apertamente l’uso di qualunque software aperto o proprietario dando la precedenza ad aziende europee che sviluppino il prodotto.

Non è un progetto che tende a riscrivere ogni singolo software usato, men che meno a sostituire Windows o MacOs dove questi siano necessari al corretto adempimento del lavoro.

Una domanda ancora senza risposta è cosa ne sarà dei dispositivi mobile. Quale tecnologia verrà usata? Quale azienda? Le alternative a iOS e Android sono ancora acerbe (anche se il supporto del governo tedesco sta accelerando lo sviluppo).
[https://e.foundation/e-os/]
[https://grapheneos.org]